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Redazione:
Mariadonata Costantini  Elisabetta Jafrancesco  Leonardo Gandi
Massimo Maggini
Fiorenza Quercioli
Camilla Salvi
Annarita Zacchi

Webmaster: Leonardo Gandi

QUADRIMESTRALE A CURA DI

N. 5
gennaio-aprile 2003
numeri precedenti

Insegnanti Italiano Lingua Seconda Associati


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Piccoli cambiamenti di qualche importanza

Laboratorio di italiano L2, due 2 ore al pomeriggio due volte la settimana, secondo quadrimestre. I miei quattro alunni, di quinta elementare, sono tutti di etnie diverse, un egiziano, un ivoriano, un rom e un rumeno. L’insegnante del quadrimestre precedente mi ha dato queste due informazioni: all’interno della classe esiste una situazione di leadership del ragazzino ivoriano sugli altri; gli alunni hanno una competenza in italiano più o meno simile, a parte il ragazzino rom (lo chiamerò Sefo) che ha più difficoltà.

Durante la mia prima lezione, che svolgo insieme all’insegnante cui subentro, al momento del dettato Sefo esce dall’aula.

La lezione successiva propongo una lettura ad alta voce. Sefo inizia, ma incontra subito difficoltà. Gli altri lo deridono e lo interrompono. Noto che il resto del gruppo è fortemente coalizzato contro di lui (viene emarginato e preso in giro soprattutto per il suo aspetto non curato): nei giochi a coppie, gli altri rifiutano di stare con lui, anche se ciò può portare alla vittoria, come ho notato la lezione precedente. Anche il modo in cui si siedono nei banchi rivela questa emarginazione: i tre di fronte a lui solo.

Terza lezione. Propongo un’attività di accoppiamento. Mentre gli altri lavorano rapidi e sicuri, Sefo inizia, ma alla prima difficoltà di nuovo interrompe il lavoro, nonostante gli offra il mio aiuto. Si mette a disegnare, disturba gli altri dicendo parolacce.

A questo punto comincio a riflettere sulla situazione. E sento che posso fare qualcosa. Infatti, cambiando attività un cambiamento in meglio, anche se piccolo, c’è stato: dall’uscire dall’aula alla proposta del dettato si è comunque arrivati, con la lettura e l’attività di accoppiamento, a un inizio di attività, anche se subito interrotto. Allora, mi dico, sta a me trovare la chiave giusta, cioè delle attività che riescano almeno un po’ a tenere Sefo impegnato insieme ai suoi compagni. Certo, qui ci muoviamo su un doppio binario, non solo didattico ma anche psicologico, (ma fino a che punto i due aspetti sono scissi?). C’è una situazione di disagio, di non accettazione, di emarginazione, di senso di inferiorità. Posso allora cercare di proporre attività che riescano a tenerlo impegnato e al tempo stesso tendenti ad accrescere la sua autostima. Devo cercare di capire se ci sono cose in cui Sefo ha del talento e valorizzarle, essere io la prima a manifestare approvazione per il suo lavoro. Inoltre ho notato che Sefo è sensibile ai talenti degli altri – come quello del ragazzino ivoriano per il disegno – e sembra volerli imitare.

Durante la quarta e per ora ultima lezione [il testo è stato scritto a febbraio - n.d.r.] il ragazzino ivoriano ha composto una piccola poesia ricopiandola in bella sul quaderno. Sefo ha subito cercato di fare lo stesso. L’ho convinto che anche lui poteva scrivere una poesia e mi sono offerta di scriverla io per lui, sotto sua dettatura. Alla fine ha deciso di ricopiarla su un foglio, sotto mia dettatura (un dettato inconsapevole!). Ma anche stavolta, al primo errore, ha interrotto tutto e ha strappato il foglio.

Parlando con i maestri ho scoperto che fino all’anno scorso Sefo si rifiutava di fare qualsiasi cosa, rovesciava i banchi e tirava pugni sulle porte. Ora, in rapporto, disciplina e impegno nelle attività sono a un buon punto.

Comincio ad accettare il fatto che sì, molto dipende da me, ma non tutto. E poi, già, per valutare un percorso occorre vedere non dove si è arrivati, ma da dove si è partiti, ha detto qualcuno.

In queste poche ore passate con Sefo e i suoi compagni ho già cambiato il mio modo di guardare le cose. Ho imparato ad osservare, intercettare, valorizzare ogni singolo piccolo cambiamento e a leggere microscopici risultati. Non è restato che mostrarli anche a Sefo.

Linda Bertella

Email lindabertel@libero.it

 

© Didattica & Classe Plurilingue 2002-03