Fai conoscere questo bollettino a colleghi e amici.

sunbul3d.gif (118 byte)sunbul3d.gif (118 byte)sunbul3d.gif (118 byte)

Se vuoi ricevere un avviso a ogni nuova uscita del bollettino clicca qui.

sunbul3d.gif (118 byte)sunbul3d.gif (118 byte)sunbul3d.gif (118 byte)

Redazione:
Mariadonata Costantini  Elisabetta Jafrancesco  Leonardo Gandi
Massimo Maggini
Fiorenza Quercioli
Camilla Salvi
Annarita Zacchi

Webmaster: Leonardo Gandi

QUADRIMESTRALE A CURA DI

N. 7
settembre-dicembre 2003
numeri precedenti

Insegnanti Italiano Lingua Seconda Associati


blank.gif (43 byte)
blank.gif (43 byte)
L’immagine nella didattica dell’italiano L2
Vittoria Tettamanti, Stefania Talini, Foto parlanti - Immagini, lingua e cultura- livello intermedio, Bonacci, Roma 2003, pp. 92 , € 12.

Noi insegnanti spesso consigliamo i nostri studenti di lavorare sugli elementi paratestuali per decodificare un testo. Così quando mi è pervenuto il libro di Vittoria Tettamanti che ha curato la parte pedagogico-linguistica e di Stefania Talini che in qualità di docente di fotografia ha curato tutto l’apparato iconografico ho subito osservato i segnali paratestuali della copertina: il titolo che recita foto parlanti e il sottotitolo con la dicitura immagini, lingua e cultura e mi sono fatto velocemente un’idea di quello che mi sarei potuto aspettare leggendo il libro.

Le foto che parlano da sole senza l’ausilio della parola scritta, ma che fanno anche parlare. Inoltre le immagini che veicolano non solo la lingua, ma anche la cultura. Le aspettative sono state totalmente soddisfatte

Il testo va a arricchire il settore dei materiali didattici dell’italiano L2 che hanno la semplice funzione di costituire dei supporti all’apprendimento/insegnamento in una classe di discenti stranieri. Sempre di più nascono strumenti didattici che non hanno la pretesa esaustiva di essere considerati dei corsi di lingua, ma che vogliono essere utilizzati accanto ad altri supporti tecnologici (audiocassette, Dvd, CdRom, videocassette) come materiali d’integrazione al lavoro che l’insegnante svolge nella classe di lingua. Tale scelta editoriale corrisponde a dei convincimenti pedagogici secondo i quali l’apprendimento linguistico deve essere stimolato da una pluralità di materiali e strumenti didattici.

In questa pubblicazione si apprezza l’originalità del progetto pedagogico-didattico: la base di partenza è costituita dal modo secondo il quale ci vedono degli occhi stranieri e su questo presupposto vengono costruiti dei percorsi di apprendimento linguistico.

Non siamo noi italiani che offriamo, come comunemente accade in tante proposte didattiche, delle immagini della realtà italiana per poi elaborare degli itinerari di acquisizione linguistica da sottoporre a apprendenti stranieri, obbligandoli a confrontarsi con le nostre scelte culturali (perché posizionare la macchina fotografica in un certo modo, evidenziare alcuni aspetti della realtà socio-culturale non sono scelte puramente tecniche, ma hanno una valenza culturale), ma sono gli stranieri, coloro che studiano la nostra lingua e cultura che ci raccontano come vedono l’Italia e gli italiani. Le foto raccolte nel libro sono state quindi scattate da studenti americani in soggiorno di studio nel nostro paese.

Perché l’immagine statica è stata scelta come input per fare lingua, per agire linguisticamente ?

Siamo convinti che il codice iconico sia stato utilizzato per la sua intrinseca polisemia, per la ricchezza dei suoi possibili significati che in campo pedagogico-linguistico possono dare vita ad una serie assai variegata di giochi linguistici intesi nel senso wittgensteiniano.

Sono poi le parole, il codice linguistico ad ancorare l’immagine ai suoi significati qualora si faccia la scelta di abbinare alle immagini le parole.

Quali modalità di lavoro sulla lingua e con la lingua ci propone Vittoria Tettamanti a partire dall’immagine fotografica?

Si comincia dalla sezione "per attivare il lessico" dove correttamente si propone un itinerario lessicale contestualizzato. Non la parola isolata, avulsa dai suoi possibili significati d’uso, ma le parole legate a precisi campi semantici, a determinati domini se vogliamo utilizzare un termine impiegato dal Quadro comune europeo di riferimento per le lingue.

L’immagine fotografica è il contesto immediato di riferimento delle unità lessicali da conoscere e acquisire.

La successiva sezione di lavoro elaborata dall’autrice, denominata "per parlare un po’", avvia un percorso di attività orali basate sulle competenze descrittive degli apprendenti.

L’immagine statica in genere viene utilizzata nella didattica delle lingue straniere per sviluppare le competenze descrittive e narrative dei discenti.

"Tocca a te! usa la fantasia" – è il nome di un’altra sezione di lavoro dove si propongono varie attività di discussione sempre a partire dalle foto. È la sezione dove viene maggiormente sollecitata la creatività del discente. Attività di drammatizzazione, attività di elaborazione scritta sugli elementi paratestuali come quella di attribuire un titolo alla foto sono solo alcune delle proposte didattiche ideate da Vittoria Tettamanti in questa parte del percorso didattico.

"Idee a confronto" è l’ultima sezione di lavoro proposta. In questa fase si esce dall’ambito circoscritto della foto e si cerca di avviare una discussione e un confronto in classe su un piano interculturale.

Si fa infatti riferimento alla cultura d’origine degli studenti, alla loro esperienza di vita, ai loro valori di riferimento.

In appendice troviamo degli interessanti suggerimenti per l’insegnante. Si indicano sotto forma di consigli delle strategie di utilizzo didattico delle foto oppure si cerca di precisare meglio in termini pedagogici un’attività proposta.

In conclusione pensiamo che le autrici abbiano confezionato un’originale proposta didattica che l’insegnante avrà cura di calare nel proprio contesto di classe in una cornice pedagogica-linguistica caratterizzata dalla presenza di codici diversi, in primo luogo dal codice verbale e da quello iconico.

Massimo Maggini

 

 

© Didattica & Classe Plurilingue 2002-03

Bollettino realizzato con il contributo del Quartiere 5 del Comune di Firenze